Description
Della catena non si vede l’inizio, ma della fine si può essere certi. Legato alla catena, in un modo o nell’altro, c’è un signore in completo e bombetta, tragico e buffo nelle sue impassibili posture mentre viene trascinato via.
Non è solo. Con lui, parimenti trascinati, scorgiamo un palombaro, una carrozzina, un soldato, un fantasma, due poveri gemelli, Gesù in persona, una sirena, un pazzo, un ombrello una ballerina di can can… tutti e tutte, verrebbe da dire, nel comune impegno di recitare la propria ostinata, inutile parte.
Il leporello dentro al quale scorre la catena è lungo più di cinque metri, oppure una vita, o magari la storia della civiltà. E il suo scopo sembra essere quello di permettere all’artista di mettere in scatola l’umanità intera. L’artista è Roland Topor, che ci guarda dall’alto del suo abisso, e osa perfino farci ridere, soprattutto quando non sembrerebbe opportuno.
Roland Topor pittore, scrittore e cineasta francese (Parigi 1938 – ivi 1997).
Apprezzato incisore, illustratore di libri e umorista, ha fondato con F. Arrabal il gruppo Surrealista Panique. Autore di commedie caustiche e irriverenti contro la società borghese, ha scritto anche fiabe e romanzi (Le locataire chimérique, 1964, trad. it. L’inquilino del terzo piano, 1992; Café panique, 1982); con la collaborazione del regista R. Laloux ha realizzato innovativi film d’animazione (Les temps morts, 1964; Les escargots, 1965; La planète sauvage, 1972). Di Roland Topor, nel catalogo di Vànvere edizioni Il bambino tutto solo, 2019; I Masochisti, 2022; L’architetto, 2024.












